Archivio per gennaio 2009

Shopping!

12 gennaio 2009

La lezione prima di Natale è stata breve dato che Paloma aveva solo una ventina di minuti e ci siamo limitate a chiacchierare e a scambiarci gli auguri. Ma questi venti minuti mi hanno fornito un paio di idee per le attività del 2009.


La prima è un classico in Second Life dove siamo tutti un po’ shopaholic: parlare di moda e vestiti e farlo in una bella boutique di freebies.

La boutique: la Sim di Style Magazine, il supplemento del Corriere, con belle installazioni e freebies di design esposte in modo accattivante. Tra l’altro, nel corso di un mio rapido controllo (per accertarmi che esistesse ancora) ho visto che giusto all’entrata c’era una bella esposizione di giacche a vento personalizzate. Fantastico: da qualche parte nel mio inventory avevo una giacca a vento totalmente modificabile: potevamo concludere l’incontro giocando agli stilisti di moda.

Prossima collezione autunno-inverno

Prossima collezione autunno-inverno

Prima però di lanciarci agli acquisti sfrenati, bisognava (ri)vedere un po’ di lessico specifico. Infatti, non posso mai prevedere né il numero né il livello dei partecipanti, e comunque queste introduzioni mi consentono di introdurre il tema, iniziare a conversare e… concedere qualche minuto in più agli eventuali ritardatari.

E dopo… per negozi a caccia di saldi!


Per librerie

11 gennaio 2009

Imparata la lezione, ho puntato su qualcosa di più sicuro e meno tecnologico per il secondo incontro. Questa volta lo spunto è stato la lettura e le librerie.

Leggere in SL non è certo semplice né piacevole, ma non sono poche le biblioteche presenti nel metaverso. Del resto devo ammettere che i volumi virtuali, soprattutto i fumetti o i libri grafici, mi affascinano, anche se poi uno deve aspettare una vita per poterli visualizzare correttamente.

Chit chat before the activity

Chit chat before the activity


Ho suddiviso l’attività in due parti: un’introduzione a Virtlantis, con la presentazione di un po’ di vocabolario utile, e una seconda parte alla Biblioteca Archimedica.

Per il vocabolario ho ingrandito un libro per poterne esaminare le varie parti e ho creato dei blocchi scriptati(1) con i nomi di diverse azioni che si potevano fare con i libri.

L’idea era creare due pile di blocchi: una con le azioni che normalmente facciamo (p. es: sfogliare) e l’altra con le azioni che non abbiamo fatto mai (p. es: bruciare).

Ovviamente… lo script non ha funzionato bene ed è stato difficile dividere i blocchi. Imparerò mai a non fidarmi degli script?

Siamo poi volate alla Biblioteca Archimedica, che malgrado il nome è una libreria dove i volumi sono venduti al modico prezzo di 0 Linden.

Parlare di librerie, biblioteche e letture aggirandosi tra gli scaffali e le diverse sezioni di una libreria, potendo toccare e sfogliare, seppur virtualmente, i volumi, e lasciando che siano gli oggetti e l’ambiente circostante a guidare ed arricchire la conversazione: è un’esperienza da sogno per un insegnante (e spero anche per un apprendente), difficilmente riproducibile all’interno di un corso standard, meno ancora se si risiede all’estero.

(1) con un codice che agisce sull’oggetto.

Primi incontri

11 gennaio 2009

Il primo incontro, come si dice dalle mie parti, è andato un po’ a remengo: sono venuti un italiano e una catalana. L’italiano era un tipo simpatico e interessante ma che… insomma, non è che c’entrasse molto. La catalana era una principiante assoluta, e come ho detto in precedenza, creare un corso di italiano per principianti assoluti richiederebbe un impegno e una dedicazione che al momento non posso garantire.


Sfruttando il fatto che i nostri cugini iberici in genere riescono a capire abbastanza bene l’italiano, abbiamo chiacchierato un po’, anche aiutati dalla prima delle attività che avevo previsto per rompere il ghiaccio: ognuno ha scritto delle domande che sono estate estratte a sorte e a cui tutti abbiamo risposto.

La seconda attività che avevo preparato per il primo incontro l’ho potuta sperimentare, con esiti disastrosi, nel secondo appuntamento.

disegnare in SL

L’attività, la dettatura di un oggetto, è un classico nei corsi di lingue: si scrivono oggetti semplici da disegnare (una casa, un albero, etc) su dei foglietti. Se ne estrae uno a caso e una persona “detta” il disegno al compagno, che dovrà tracciarlo. È un’attività che si può adattare a diversi livelli e non richiede molta preparazione, tranne una breve introduzione di un paio di termini di base (quadrato, rettangolo, linea, in alto, etc).

Per ripassare assieme il vocabolario utile avevo preparato un tabellone sul quale ho proiettato una pagina web.

Per il disegno volevo utilizzare una freebie(1) che permette di “scrivere” per aria e che, apparentemente, funzionava perfettamente. Apparentemente, perché durante l’attività inceppava spesso e volentieri, ostacolando la riuscita dell’esercizio.

Per fortuna sia Paloma cheio abbiamo una certa dose di senso dello humor e ci abbiamo riso sopra, e io ho imparato a non fidarmi troppo delle freebie.

Devo ammettere però che nelle mie lezioni in Real Life ricorro spesso alla mimica o a uno schizzo veloce alla lavagna per spiegare o chiarire il significato di un vocabolo e in Second Life, dove questo è difficile per non dire impossibile, mi trovo in difficoltà.

In Second Life ogni disegno, oggetto, o quanto altro deve essere previsto, cercato o preparato in precedenza. Il che, se da un lato obbliga a pensare e progettare molto bene le lezioni, dall’altro comporta un importante volume di lavoro e toglie spontaneità all’interazione, per cui ogni imprevisto può diventare un problema.

(1) freebie: oggetto gratuito

Introduzione

11 gennaio 2009

Ho deciso di raccogliere qui il riassunto schematico delle mie attività di Italianiamo.

La mia alunna

Per ora viene solo una persona, Paloma, ma non mi posso lamentare perché è molto simpatica e brava.

Sta frequentando un corso di Italiano nel suo paese, ma vorrebbe praticare di più l’espressione orale. Per livello, sarebbe un A2, ma per la comprensione e l’espressione orale secondo me è a un livello superiore, probabilmente perché conosce molto bene lo spagnolo, lingua che in passato ha insegnato.